Aprile

zoran-music_motivo-vegetale_1972
(Immagine: Zoran Music, Motivo vegetale, 1972)

 

 

I caprioli, i cervi morti nell’inverno
hanno lasciato letti di pelo a ciuffi
sull’erba secca del disgelo,
e qualche sparsa costola spolpata

Purissima e improvvisa appare
la liscia scultura d’un salice
scortecciato dalle lepri a polpa viva
fino ai rami più alti,
che dalla neve
affioravano come margherite

Le nere
serpeggianti corsie delle arvicole
sulla cotica erbosa,
scavate per muoversi
sotto il mare di neve

(Anche gli umani
miracolosamente illesi e sopravvissuti,
tutti o quasi,
riemergono dai crostosi cumuli di ghiaccio)

Nella vecchia falda scurita della montagna
spicca tenera e chiara
una placca di roccia grigio-rosa,
poroso gesso nudo appena spezzato:

col gelo
s’è staccata lì
la frana

Giacimenti, dune, riserve di neve come ossa di balena e dinosauro
– la lenta, grandiosa decomposizione
del corpo antidiluviano dell’inverno
dissemina ovunque,
nelle sacche d’ombra e nei canali, lungo il fiume,
le sue ossa biancheggianti
o ingiallite,
annerite di terra fumo sementi pigne foglie secche,
arrossate dalla sabbia del deserto – ventata e nevicata
settimane fa e poi rimasta
a stratificare il bianco
d’Africa

Tra gli alberi il tenue rosa, la grazia e il profilo giapponesi
del pudìs già quasi sfiorito:
il fior di stecco, col suo profumo sottile
e il suo veleno

Nel letto d’erba morta del sottobosco
– infiniti lunghissimi steli mille volte slavati e pressati,
come antiche chiome di strega,
qua e là brune macchie
di felci arricciate –

i primordiali occhietti giallo puro
dei farfari
– minuscoli soli radianti da steli scuri,
tozzi e pelosi

il viola pallido, anemico,
dei timidi e tremuli anemoni
– gracili, curve corolle
trasparenti come testine di bimbi malati,
molli sogni, meduse

il fucsia intenso dell’erica
– i penduli calici
piccoli e numerosi come chicchi di riso,
semi di cera
rasoterra
fra gli aghi
sugli steli legnosi

Non c’è verde ancora in questi fiori,
su questi prati non c’è erba,
non ci sono vere foglie intorno:
spine e aghi soltanto, brattee, squame
– primitive appendici vegetali
dai colori incerti

Il verde verrà dopo

(a Zoran Music – aprile 2014)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...