Cinque lune

 

 

(1)

Nella notte odorosa e tiepida
sopra la pianura
il sottile arco della luna
è una sdraio dimenticata aperta
sulla spiaggia

la tela grezza umida
appiccicosa
di granelli di sabbia

 

 

(2)

Gl’incessanti cicli, le continue lievitazioni,
le prensili pulsioni e impersonali metamorfosi
del corpo di donna
che si apre
si richiude
si raccoglie si specchia
si spezza

intorno a un eterno cerchio di sangue, fonda pozza di buio

intorno a un corpo d’uomo o bambino
– fa differenza?

intorno al tuo corpo presente o assente
– fa differenza?

nessuna,
all’occhio alto lucente
della luna

 

 

(3)

Sprofondata
nel cuore insonne della notte
con turbamento
ancora assisto

al buio rito
dell’autofagia

– il mio essere che se stesso divora senza fine:
le forze di domani, o le incombuste di oggi,
macina,
risucchia e inghiotte
come un pozzo

A occhi sbarrati
lievito appena sul lenzuolo:

il mio corpo ha
fosforescenze
di pietra sotto la luna

 

 

(4)

Per pochi istanti
un tale scialo di splendore

– strati di nubi rosa fenicottero
sull’orizzonte lungo del tramonto:
nastri lucenti sciorinati nel celeste

le ultime piume e scie del giorno
mentre da un lieve oriente di cielo impallidito

già sorge
la luna piena
di dicembre

 

 

(5)

La nostalgia il tormento di questa voce
che non avendo voce mia
chiamo
poesia

e la voglio tersa netta sicura
avendo ancora e sempre
paura

ed essendo io divisa
né mai a me sorrisa
le chiedo d’essere intera lieta una:

di splendermi lei,
luna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...