L’anima forse

 

(1)

L’anima forse sta pinzata alle spalle
come le famose ali degli angeli,
tra le scapole.
Se t’accade d’avvertirne la presenza
con un furtivo sguardo
subito ti volti.
Ma i suoi sono troppo rapidi agguati:
umbratile e beffarda
sempre coglie di spalle
– nella tromba assolata delle scale
ci sei solo tu,
lei (era lei?)
s’è già dileguata

 

 

(2)

Per la notte,
metto trappole all’anima
– croste di formaggio, scarti di pollo,
la leva metallica
è pronta a scattare.
Al mattino, controllo gli ordigni.
Magro bottino:
nemmeno una coda di topo
s’è impigliata,
restano
le animelle
di pollo

 

 

(3)

Un giorno poi
nella quiete d’un metà pomeriggio
si risvegliò
e scoprì che lei se n’era andata
(o se non c’era stata ormai mai più
sarebbe venuta).
Come nelle storie di fantasmi
al sorgere del sole
s’era dissolta:
aderiva ora alla pelle al cuore
così perfettamente
che certo grazie al cielo
grazie non avrebbe
disturbato
più

 

Cimitero Monumentale 1

(Immagine: Ylenia Arcelli, Cimitero Monumentale, n. 1, 2014)

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