Fiori, serie seconda

 

PietMondrian_Crisantemo_1906-11ca

(Immagine: Mondrian, Crisantemo, 1910 ca.)

 

 

n. 1, gerani

Come ardono i colori dei fiori
dentro il buio

non visti
trasfigurano
i globi
rossi rosa dei gerani

 

 

 

n. 2, topinambùr

Ora che l’estate se n’è andata
nei campi s’accendono
i ciuffi svettanti dei topinambùr
– oscuri cugini dei girasoli,
piccoli soli noncuranti,
astri di tuorlo zucca zafferano
alla foschia dei mattini, ai pomeriggi
ancora così lunghi e caldi

 

 

 

n. 3, crisantemi

Anche i cani hanno la raucedine
stamattina,
abbaiano a gola bassa dai cortili.
Sulla statale
appare una distesa di giallo
che sembra estate ancora, ravizzone

Già: sono pronti in serra
i crisantemi

 

 

 

n. 4, calicanto

È già fiorito il calicanto –

nel baraccone della fiera natalizia
in segreto offriva
tutto il suo profumo

con i calici-stella
di cera incolore
stava nascosto  dietro le giostre
e un presepe di renne gnomi
sette nani

 

 

 

n. 5, sicomori

I verdi ossimori, i dolci sicomori
risciolgon voce
– quel filo in fondo al pozzo –,
la poverissima, fuggevole materia
di sillabe e suoni che sfidano
a generare musica,
suscitarla dal silenzio:
schiudere luce
dal cielo di febbraio

 

 

n. 6, pitòsfori

Non si sa come
ma certe mattine a Milano
c’è quest’aria di mare

una brezza così tersa asciutta
un respiro tutto azzurro
tra i binari del tram

sono vele al vento
persino le bandiere
del comando militare

Il mare è oltre il molo d’un palazzo,
si sente di là dai bastioni
del Castello

(lo sentono persino i giovani squali in cravatta
con la falcata lunga, lo sente
il senegalese all’angolo
che al solito
mi tende il cappello invano)

c’è anche il profumo verde e crema
dei pitòsfori
tutti fioriti
in grandi vasi sulle strade

 
n. 7, anemone

Muscolo-di-fiore, che all’anemone
il mattino dei prati poco a poco dischiudi,
finché nel suo grembo la polifonia
di luce
degli alti cieli si riversi

Nelle quiete corolle teso
Muscolo dell’infinito accogliere,
talora da pienezza tanto sopraffatto
che il cenno di riposo del tramonto
non può renderti indietro
i lembi dei petali intorno riversi,
tu, decisione e forza di quanti mondi!

Noi, i violenti, noi duriamo più a lungo:
ma quando, in quale fra tutte le vite,
siamo infine aperti – ad accogliere?

(Rilke, I sonetti a Orfeo, II, 5)

(aprile 2016, da Orfiche, Senso dell’estate Omaggi )

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