Questionario per Poesia aperta

 

Silvia Venuti Spazi,  2003 acrilico, 100X150-1003x768.jpg

(Immagine: Silvia Venuti, Spazi, 2003)

 

Quale funzione e valore attribuisce alla poesia nella sua vita e in rapporto agli altri?

Considero la poesia il centro segreto e invisibile attorno a cui tutto, nella mia vita, ruota e a cui tutto, o forse piuttosto tutto ciò che conta, in modi e tempi diversi converge.
Nei rapporti con gli altri la poesia risulta invece un po’ un tormento, negli ultimi tempi anzi un tormentone: Wisława Szymborska con autoironia tesse le lodi della propria sorella, una persona che, a differenza di lei, quando invita qualcuno a pranzo non ha in mente di leggergli i suoi nuovi versi… Be’, ho la sensazione che amici e conoscenti stiano smettendo di accettare i miei inviti a pranzo. Ho però da poco pubblicato le mie poesie in un sito, Crudalinfa, e spero ora molto negli “altri” sconosciuti: i virtualmente infiniti possibili altri che le leggeranno senza conoscermi.

Ha contato e quanto la conoscenza della letteratura femminile nella sua formazione poetica?

Molti degli autori che per me più hanno contato sono donne. Prima e più di tutte, e ancora oggi, Emily Dickinson. Poi Marina Cvetaeva. Gli altri autori di sesso femminile che ho più frequentato sono di fatto poeti in prosa (Katherine Mansfield, Virginia Woolf, Lalla Romano…) o anime di grande luce come Etty Hillesum. Tra i venti e i venticinque anni circa ho letto anche un certo numero di testi teorici su femminismo e questioni di genere, e ho frequentato un corso dell’Università delle Donne, a Milano, sulla “letteratura femminile”. Sono cresciuta in un ambiente antico e molto tradizionale, dove la differenza fra essere maschi ed essere femmine – o essere omosessuali ­– era (è ancora) enorme e per nulla pacifica. Ma in quegli stessi anni leggevo Pessoa, anche lui poeta in prosa, Borges, Rilke, i Salmi…

Quali sono gli aspetti per così dire specifici che sottolineerebbe nella sua poesia? La metrica, i temi, la struttura?

È molto difficile definire la poesia e stabilire dove si trovi, e ancor più farsi critici di se stessi. Per il mio lavoro vorrei forse segnalare il tema orfico, nella raccolta che lo porta nel titolo (Orfiche). Ma è una tautologia, uno specchio, perché Orfeo non vuol dire nient’altro che poesia. Quindi tutto e niente. Provo a indicare almeno qualche parola chiave per la mia declinazione di Orfeo: luce, nascita e generazione, fuoco, visione (vision and prayer: la formula e la vetta mistica di Dylan Thomas).
Per la metrica invece segnalerei l’uso della misura breve, la minuscola gabbia della quartina, che ho praticato moltissimo (tra l’altro per una serie di ninnenanne intitolata Ninnenevi). Gabbie più grandi e articolate non ne so maneggiare consapevolmente: non mi sono mai proposta di scrivere un sonetto o una sestina, per esempio. Pure gli endecasillabi o altri versi vengono poi da soli: sono le parole stesse a disporsi nella sequenza ritmica e musicale loro necessaria. Questo non sempre avviene subito, può richiedere molte correzioni e prove e tentativi, ma in qualche suo modo deve avvenire.

Quali modelli poetici le sono stati di riferimento, tra autori italiani e stranieri, contemporanei e classici?

Credo che i miei modelli siano stati in primo luogo quelli classici, latini soprattutto: Virgilio, Orazio, Catullo… Il latino come giacimento della lingua e dei significati, come forma e ordo verborum: un ordine delle parole non casuale e non “naturale”, tutto tramato di rapporti interni, rispondente a una sua legge tanto ferrea quanto sensibile. E una sostanza non consumabile, non usurabile: perché alla poesia bisogna poter tornare mille volte, e bisogna volerla imparare a memoria, farla propria e portarla con sé.
Negli ultimi anni ho in un certo senso ritrovato la legge della forma latina, il suo sistema, nella grandissima poesia in lingua tedesca: Rilke, Trakl, Nelly Sachs… Altri poeti in cui riconosco questa sostanza incorruttibile sono Petrarca, Giovanni Giudici, e potrei citarne molti di più. Sul versante di realtà, storia e umanità tutte intere sento la straordinaria forza del Belli, nel suo romanesco (la poesia è sempre la lingua, sono le parole). Da giovane ho letto molto Dante e Montale, ma oggi mi pare di non averne memoria. Anche il greco, che pure ho amato moltissimo, mi pare di averlo perso. Ho ascoltato molto i cantautori come fossero poeti: De André, Guccini, Fossati… Tra gli stranieri Leonard Cohen, e negli ultimi anni il Vysotskij di Finardi, che trovo sublime (sempre in attesa di imparare il russo e conoscerlo in originale, insieme alla Cvetaeva).

Di questi autori, magari anche solo di uno di questi autori che appartengono alla sua costellazione letteraria, può dire che cosa la affascina o l’ha affascinata?

Tra gli autori per me decisivi voglio indicare qui Lalla Romano. Mi viene naturale farlo anche perché questo incontro si tiene proprio “a casa sua”, e in vari modi grazie a lei. Il suo stile e i suoi libri mi hanno toccata fin da subito personalmente, come qualcosa che mi riguardava e in cui ritrovavo fino a una sorta di identificazione pensieri, intuizioni, esperienze, paesaggi miei (l’«antico paese di brine» dove il campo gelato è «duro come la strada» e «lo stelo / brucia la mano che lo tocca»). La consonanza ideale che avverto con lei è prima di tutto di temperamento: “selvatico” e “un po’ segreto”. Nella sua opera questo si traduce in una grande libertà e rapidità, un’immediatezza intuitiva governata però sempre dall’intelletto, da una misura più ampia, e solenne persino, da una certezza, sperimentale e mortale però, di assoluto.

* Testo di autopresentazione in forma di questionario scritto per Poesia aperta, ciclo di incontri con poeti ideato e curato da Gabriella D’Ina e Antonio Ria presso la Sala Lalla Romano (Biblioteca Nazionale Braidense, Milano).
Una parte del questionario, insieme alle 5 poesie che seguono, è stata letta durante il primo incontro del ciclo, l’11 giugno 2016. Gli altri poeti che vi hanno partecipato portando i loro testi, la loro esperienza e la loro voce sono Ann Bises, Silvia Venuti e Mariantonietta Zingarelli.
* link e tag: Borges; Cvetaeva; Dickinson; Dylan Thomas; in prosa; Lalla Romano; Libera Università delle Donne di Milano; Nelly Sachs; Poesia aperta; Rilke; Vision and Prayer

 

5 poesie per Poesia aperta

 

Ho controllato la punta delle dita
in cerca di gemma o corolla fiorita.
Ancora niente.
Eppure sento questo verde urgente:
sottopelle, una cruda linfa pulsante

 

*

 

La felicità sta tutta nei piedi,
che camminano la terra, danzano,
sta nella bianca nuvola del fiato
– ché è mattino
freddo terso assolato

 

*

 

Lo stormo d’uccelli intrappolato
nel pozzo dell’anima, fra i mattoni,
d’un tratto alto si leva:
disprigionato erompe in luce e vortica
– ma i tonfi, i fruscii alle pareti:
urti di penne e becchi,
soffici petti
piumati,
strie
di sangue

 

*

 

E non ho ancora capito
se questa che m’ostino a sentire
ben più delle parole di chi mi sta vivo accanto
sia la voce del mare in una conchiglia
– e io il guscio vuoto in cui risuona,
nulla senza un orecchio che per gioco
a sé l’accosti –
o la musichetta metallica e inceppata
della ballerina nel carillon,
che gira inchiodata sulle punte
e tra il raso rosso e polveroso
solo sé riflette nel minuscolo specchio
su cui fra poco
il coperchio
di scatto si richiude
(sempre detestato i carillon)

 

*

 

Qualcosa è passato
un culmine s’è compiuto
ed è spento ora il cielo,
vuoto e assente dal proprio volto

è rifluito in sé il tempo
ma ancora matura,
più segreto

– si staccano come petali, foglie,
le voci dei bambini,
cadono lente nell’aria

basso il ronzio
di officine e compressori

qualcuno ha acceso
un fuoco di stoppie

(da Hortus, Orfiche, Questa voce, Senso dell’estate)

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...