Lontananze. I poeti e gli scrittori di Antonio Motta

copertina_Lontananze

Con la «lentezza aristocratica che è il privilegio dei filologi, dei grandi lettori, che ritornano sulla cosa vista, sulle immagini per meglio possederle, per porle al riparo dalla fretta moderna» Antonio Motta ci conduce verso le sue Lontananze: gli incontri (e il lavoro) di una vita tutta intessuta di rapporti letterari e umani, dalla giovinezza all’insegna della poesia, all’incontro con la figura decisiva di Leonardo Sciascia, che porta all’impegno civile e a un più profondo radicamento nella realtà del Sud, fino all’avventura editoriale della maturità: la realizzazione dei numeri monografici del «Giannone» dedicati ad autori centrali del secondo Novecento, con i contributi di tanti critici, carteggi inediti, pezzi rari e omaggi amicali.
Si tratta di un libro da leggere come “storia” delineata attraverso le sue tre parti, oppure da spigolare scorrendo magari il ricco indice dei nomi. Si incontrano così l’irascibile Vasco Pratolini in un’intervista anche politica, il poeta lucano Albino Pierro con il «suo dialetto che Contini chiamava “protostorico”, di chi ha nostalgia di qualcosa che non c’è più, ma che […] nel timbro della sua voce […] si materializzava», il medico-scrittore Giuseppe Bonaviri, che «aveva elaborato una speciale teoria delle memorie sensoriali: quella del suono del vento, degli odori delle erbe, del colore degli alberi, dei cieli stellati, che immagazziniamo da bambini nel nostro immaginario e che il poeta, di volta in volta, libera dalla memoria generale», e molti altri.
In cinquantadue cammei – brevi ricordi-ritratti che spaziano da nomi molto noti come Rigoni Stern, Marías, Ceronetti, Ortese, Bufalino, Magris, Citati, a quelli di maestri dimenticati, poeti operai, stampatori certosini e studiosi colti nel cuore delle loro borgesiane biblioteche – l’erudizione, virtù eroica e «troppo spesso vilipesa», si unisce al «passo babelico e malioso» del racconto, offrendo al lettore un percorso intellettuale e storico inatteso, che dall’antico, appartato Gargano non ha esitato a spingere lo sguardo verso i più lontani orizzonti.
Le citazioni sono tratte dalle pagine dedicate a Lucia Tancredi, «scrittrice pugliese nella marca maceratese», in cui l’autore deve essersi ritrovato finendo per tracciare un inconsapevole e ideale autoritratto.

Antonio Motta, Lontananze. I poeti e gli scrittori che ho conosciuto, Centro Documentazione Leonardo Sciascia/Archivio del Novecento, San Marco in Lamis, 2017, 172 pp., 20 euro.

3 maggio 2017

 

 

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