Frammenti sull’arte. Angelo Andreotti (e Novalis)

Nascosto dell'opera_cover

 

1. […] Il nascosto dell’opera molto spesso è nascosto anche al suo autore. Una parte gli può essere rivelata dalla lettura che altri intraprendono. Viene il sospetto che l’opera sia l’insieme di tutte queste letture, oppure ciò che l’autore della sua opera ha lasciato aperto.

L’opera è una realtà indeterminata, in qualche modo mai conclusa e comunque mai completamente afferrabile. L’opera è sempre in opera. Per esistere ha bisogno di un osservatore, ma la presenza dell’osservatore la modifica: è così che dura nel tempo e sopra-vive al tempo. […]

29. Sono davanti all’opera.
Ho due alternative: domandare o ascoltare.

La domanda prevede che io chiuda la mia ricerca verso un punto che vorrei fosse una risposta. La domanda è pregiudiziale […]. Con la domanda pesco nel mio sapere. […]

L’ascolto prevede che io sappia fare il vuoto dentro di me, e quindi che il mio ascolto non sia filtrato dalle mie aspettative che mi riporterebbero nell’ambito del domandare. Con l’ascolto pesco nel sapere che non so. Dunque debbo entrare nel rapporto con l’opera nella condizione dell’apertura, praticare al massimo delle mie capacità l’esercizio del silenzio. […]

77. […] L’ignoto – che è enigma –, l’avanzare verso esso, verso il nuovo, ci pone in una condizione di fragilità. E in questa condizione di fragilità, in cui tutti i sensi si attivano, in cui tutta la nostra attenzione si acuisce, ecco che lo spazio si apre nel momento stesso in cui tu avanzi.

Quello spazio aperto puoi chiamarlo radura (Heidegger) oppure anche “chiaro bosco liberato” (Rilke). È comunque il luogo in cui tu partecipi del nascente nell’atto in cui dall’opera si rivela ciò che era (ma continua a restare) nascosto.

Sarà proprio questo suo restare “nascosto” a rivelarcene la presenza.

Angelo ANDREOTTI
Il nascosto dell’opera. Frammenti sull’eticità dell’arte
Italic Pequod, 2018, 120 pp.


1327.
Il vero lettore deve essere l’autore ampliato. Egli è l’istanza superiore che riceve la cosa già elaborata dall’istanza inferiore. Il sentimento col quale l’autore ha distinto i materiali del suo libro distingue nuovamente alla lettura la parte rozza dalla parte colta, e se il lettore elaborasse il libro secondo la sua idea, un secondo lettore lo purificherebbe ancor più, e così, mentre la massa elaborata passa continuamente in recipienti freschi e attivi, essa finisce per diventare parte essenziale, anello dello spirito attivo. […]

1710. Tutto ciò che è visibile è attaccato all’invisibile, l’udibile al non-udibile, il sensibile al non-sensibile. Forse il pensabile all’impensabile.


NOVALIS
Frammenti [Fragmente, 1795-1800]
Biblioteca Universale Rizzoli, 1976, 448 pp.
Introduzione di Enzo Paci, traduzione di Ervino Pocar

 

Pubblicato in La poesia e lo spirito

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