Viviana Viviani tra chat e poesia

cover VIVIANI Se mi ami.jpg

Differenza d’età

 

Se potessi un’ultima volta
rannicchiarmi nelle tue rughe
da satiro e da padre
ti direi che non sei mai
stato vecchio, ma grande
abbastanza per contenermi
e chiamarmi per sempre ragazza.

*

Il tema dichiarato dell’esordio in versi di Viviana Viviani, già autrice in prosa, è l’amore ai tempi delle chat (e di YouPorn). Anche la copertina e il titolo della raccolta – Se mi ami sopravvalutami – mirano a collocarsi in un registro tra femminile alla Bridget Jones, social e adolescenziale o kidult (di adolescenza parla nella prefazione Franz Krauspenhaar), cosa che non rende giustizia al talento e alle potenzialità dell’autrice, del resto adulta e che in un’intervista in rete dichiara la propria ammirazione per Wisława Szymborska.

Nei testi d’apertura leggiamo: «Oggi il mio schermo piange / […] / Rimango appesa alla corda del mouse, / la luce verde brilla / ma dentro me si è spenta / come certe stelle già morte / che vediamo splendere ancora / cento anni dopo / per quanto siamo lontani». Oppure: «Domani farò qualche errore di distrazione / pensando alle mie dita / sulla tua pelle / liscia e senza odore / come lo schermo del mio pc / e tu inchioderai al semaforo / per la foto di un mio mezzo seno / scattata in bagno in pausa pranzo. / Forse un giorno faremo un collage / di tutti i nostri pixel […] / e le nostre bugie innocenti / fatte di frasi altrui e di photoshop, / ma ora […] mi sento sempre più sola / in una vita piena di persone / fatte di ossa e sangue / ma meno vere di te.»

Le doti di Viviana Viviani sono un’ironia e autoironia applicate a situazioni esistenziali e sentimentali comuni («Per fortuna ho una vita sola / ché se per sbaglio ne avessi due / le sprecherei entrambe / insieme a te» è la conclusione che rovescia le aspettative di Se avessi una vita in più; «che noia / la gioia degli altri» la verità confessata ne Gli altri, una filastrocca morale con il ritmo de La vispa Teresa), insieme alla leggerezza un po’ fiabesca, il tocco di certe immagini («La casa ora è vuota; / esco sul balcone / faccio bolle di sapone / e una / diventa la luna», in Gregor non si fa prendere; Le vecchie signore «si guardano allo specchio / con gli occhi della memoria / e sono ancora belle / quando nessuno le vede»).

Nel leggere il libro ho aguzzato l’orecchio per cogliervi un titolo alternativo, sembrandomi Se mi ami sopravvalutami così fuori tono. Me ne sono venuti incontro due almeno. La bambina impazzita (dagli ultimi versi di Fingo di non amarti: «sotto queste sciocchezze / da donna cresciuta / tengo nascosta / la bambina impazzita»). E, in una vena decisamente surreale-espressionista, Il mendicante ha un dobermann, che è una poesia di ambientazione urbana e disarmata ferocia, dall’andamento rapido ed efficace («Il mendicante ha un dobermann, / mi guarda mentre dorme / cammino più veloce / sulla strada dell’ufficio. / […] / La mia amica è buona / mi odia se non piango / per chi annega e brucia / nel TG del pomeriggio. / Il mendicante è un dobermann, / se solo mi avvicino / mi sbrana di pietà»).

Di seguito propongo alcuni testi scelti dalla seconda parte della raccolta, Sopravvivenza, che nel complesso risulta più convincente e promettente della prima, Amore, in cui si può leggere Differenza d’età – forse la poesia più felice del volumetto, con cui ho voluto aprire la recensione. L’esergo del libro è tratto dalle Odi di Orazio («Lui è più bello di una stella, tu più leggero di un sughero, cattivo nella rabbia più del mare. Ma con te amerei la vita, con te vorrei la morte»). Come dire che anche ai tempi delle chat la lingua esatta e tagliente dei classici non viene meno.

*

Inadeguatezza

Mi gridi innaffio innaffio
e tu non cresci mai!
Ma non lo vedi, mamma
che io sono un bonsai?

*

Vampiro

Ridi e parli di suicidio
e decomposizione
sorseggiando una birra,
bello come il sole.
Poi te ne vai leggero
come un aquilone
lasciandomi qui
con la tua disperazione.

*

Gli adulti

Solo ieri rovesciavo formicai
lanciavo sassi nel sole
facevo correre cavalli in verticale
cucinavo torte invisibili a Ken
mi nascondevo dietro porte trasparenti
dalle maniglie d’oro e di diamanti.
Volavo in alto tra le loro mani
e cavalcavo sulle loro schiene
mentre si confrontavano
assegni anelli cilindrate e io non capivo.
Oggi ho una casa e un’automobile
quando si rompono le faccio aggiustare
e mi sveglio tutti i giorni sempre uguale:
addebiti accrediti cose da sbrigare
muovo i miei cavalli tre più due
e compro surgelati tre per due.
Non so come sia potuto accadere
addormentandomi con il mio cane accanto.
Un giorno mi svegliai e lui era di stoffa
e io, io ero come loro.

* 

Nelle case di riposo

Nelle case di riposo
non si riposa mai,
c’è sempre tanto da fare
nelle case di riposo,
a toglier le ciabatte
poi rimetterle
e toglierle ancora
e contare le dita
[…].
Poi giocare a carte
senza troppe regole,
percorrere gli orli,
piegare i fazzoletti,
scucire i ricordi
e urlare tutti “mamma”
fino a che un giorno
una voce risponderà.

*

Viviana VIVIANI, Se mi ami sopravvalutami
Prefazione di Franz Krauspenhaar, Postfazione di Giuseppe Cerbino
Controluna. Edizioni di Poesia, Roma, 2019
70 pp. – euro 10,90

*

Pubblicato in La poesia e lo spirito

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...