Ornithology 40. Airaghi

AIRAGHI

Il falco apollineo, amante del sole, della luce;
il falco dall’occhio spietato, dal volo
verticale, lontano da acquitrini e terriccio;
il falco ubbidiente al padrone, fedele
ai ritorni; assuefatto alle corti medievali,
alle cacce dei nobili, ai banchetti
negli affreschi nelle ottave dei poemi.
Si confonde di infinito e di azzurro,
in gloriosa ascesi verso l’alto,
il suo divino alto immisurabile.
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Ornithology

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(Immagine: Giovanni da Udine, Pappagallo e studi naturalistici)

 

Piero – il pappagallo uguale a Portobello
giunto dall’Ecuador nascosto in un borsone –
per due decenni e oltre
festeggiò tutte le nuvole estive e i temporali
con fragorosi richiami tropicali;
volò e volò e volò
basso sui prati a sfida con il cane,
gracchiando nomi umani
e i rauchi versi del gallo, le galline;
volò alto e si perse infinite volte;
venne rapito,
cercato nella valle e ritrovato.
Io lo temevo: atterrando su me come su un albero
m’affondava gli artigli nelle spalle;
per riportarlo in casa, a sera,
gli porgevo un lungo ramo da lontano.
Uccise Paolo un giorno,
il più minuto e mite
compagno di gabbia
con una voce sola.
Fu ucciso con errata anestesia
da un veterinario offertosi di limare
l’adunco becco,
in cattività diceva ormai troppo cresciuto

 

Il testo completo di Ornithology – già selezionato nell’edizione 2014
del concorso di poesia Faraexcelsior – si  trova in Quasi estate,
raccolta pubblicata da ExCogita in collaborazione con MasterBook 2017.