La rosa è senza perché. Silesio nuovo fiammante

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 Silesio, o Angelus Silesius (l’Angelo, il Messaggero della Slesia), o Johannes Scheffler, è un vertiginoso autore di aforismi. Il suo capolavoro si intitola Il pellegrino cherubico, e i cherubini sono gli angeli fiammeggianti. Dal 1674 Il pellegrino cherubico non era certo invecchiato, ma a riproporlo nuovo è ora Francesco Roat, con un corposo saggio e un’inedita traduzione di 200 aforismi scelti dal poema mistico (ovvero filosofico, sapienziale, poetico) che porta al culmine una antecedente ricca tradizione.
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Ornithology 29. Attâr (ed Erodoto)

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O cuore mio! […] Ti ho fatto ascoltare la lingua degli uccelli e tutti i ragionamenti che essa ha suscitato.
O ignorante! Resta a te comprendere. Gli uccelli, quando volano nella loro gabbia prima della morte, sono nel numero degli amanti! Ciascuno di loro si è spiegato e annunciato differentemente, poiché ognuno ha una maniera particolare di esprimersi. Colui che ha compreso la logica di questi uccelli prima di arrivare davanti al Simorgh, ha trovato la pietra filosofale.

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“Per una botanica della poesia”

Climate StrikeDopo i Fridays for Future e il Global Climate Strike del 15 marzo, un’iniziativa che unisce poesia e ambientalismo mirando alla sensibilizzazione sui temi del cambiamento climatico. Promotore di “Per una botanica della poesia” è Sebastiano Adernò, poeta, autore di video e ideatore di analoghe azioni di poesia civile: nel 2015, insieme ad altri, ha affisso (e recitato) poesie-preghiere tra i relitti delle barche dei migranti in Sicilia.
Il progetto, che si avvale anche di un crowdfunding, raccoglie poesie da cui verranno tratte cartoline e un’antologia da diffondere in luoghi di aggregazione.
Da aprile a giugno le “poesie botaniche” verranno condivise in una serie di incontri che – tra festival, parchi e biblioteche pubbliche – attraversa tutta l’Italia: dal Friuli alla Sicilia passando per Milano, Varese e Roma.

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Incontro con la poesia di Giuliano Rinaldini


come mi viene una pena di tutto, / 
una letizia di tutto.
(da “Sequenza del fico”)

Il Segnale n.112Difficile spiegare perché proprio una certa voce poetica fra le tante al mondo ci folgori in modo immediato e al di là di ogni dubbio, attraverso la lettura di pochi versi. Ancora più difficile – o facile, naturale? – farlo, ovvero tentare di dar conto a sé stessi e agli altri della propria scoperta di una forte sostanza di poesia, in questa voce, quando essa risulti di fatto quasi ignota e ignorata dal pubblico dei lettori di versi, dalla critica (salvo illuminate eccezioni), dai tanti lit-blog e le varie realtà che in rete veicolano poesia. Un pubblico certo minimo al confronto di quello che segue altri generi letterari, ma pur sempre con una sua consistenza e suoi percepibili orientamenti.
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