I matti della settimana

“I matti della settimana” si alterna con cadenza varia
a “La poesia della settimana”
Gli altri matti sono QUI.
L’immagine è un’elaborazione grafica
da un disegno di Toti Scialoja.

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Uno a San Benedetto del Tronto negli anni Settanta, Ottanta, per qualche motivo non aveva la percezione del freddo. Estate e inverno lo si vedeva girare sul lungomare delle palme scalzo, con indosso solo un paio di calzoncini, un costume, che era rosso o arancione. Si chiamava Massimo, come tutti sapevano. Nella cittadina era famoso e circondato da una sorta di tacito rispetto, se non affetto, e si raccontavano diverse versioni della sua storia: del come fosse diventato immune alle temperature, e apparentemente a ogni altra necessità materiale.
Lui intanto continuava a scivolare sotto le palme con i suoi lunghi passi elastici e silenziosi, perfettamente silenzioso e assorto. Fisicamente somigliava a Borg: Borg come si vede nei filmati di quegli anni, con i capelli lunghi e la barba. Un Borg hippie, senza vestiti.

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Uno, portava il cornetto acustico. Quando non aveva voglia di stare a sentire che cosa gli diceva la gente, non lo metteva, e andava a lavorare nell’orto tranquillo. Così se qualcuno passando gli rivolgeva la parola lui non si voltava nemmeno oppure gridava: “Non ti sento!”.

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“I pazzi della settimana” è stata una rubrica curata da Roberto Alajmo sul “Diario della Settimana”.
Da essa sono nati vari
Repertori di pazzi o matti,
i più recenti pubblicati da Marcos y Marcos  a cura di Paolo Nori.