E non ho ancora capito

 

E non ho ancora capito
se questa che m’ostino a sentire
ben più delle parole di chi mi sta vivo accanto
sia la voce del mare in una conchiglia
– e io il guscio vuoto in cui risuona,
nulla senza un orecchio che per gioco
a sé l’accosti –
o la musichetta metallica e inceppata
della ballerina nel carillon,
che gira inchiodata sulle punte
e tra il raso rosso e polveroso
solo sé riflette nel minuscolo specchio
su cui fra poco
il coperchio
di scatto si richiude
(sempre detestato i carillon)