Fiori, serie prima

da Orfiche
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(Immagine: Dürer, Violette. Dalla copertina di Marina Cvetaeva, Il poeta e il tempo)

 

n. 1, pratoline

Sotto pesanti gocce di rugiada
e un cielo ancora incerto nel mattino
le pratoline se ne stanno
richiuse e contegnose

– lo sfrangiato bavero
bianco rosato
tutto rialzato

l’esile collo
un po’ reclinato

spiano ombrose

col loro occhio giallo canarino

(invisibile)

(Dickinson)

 

 

n. 2, magnolia viola

I lividi boccioli di magnolia
eretti dai rami nudi
e protesi

sangue
vino viola cupo
screzia
il cereo candore

innerva stretto
fasci ravvolti
e richiusi

carne di seta

nella vergine
luce d’aprile

– turbato
si ferma
chiunque
passi

alla vista del silenzioso
corpo
vibrante

(Mapplethorpe)

 

 

n. 3, melograni

Da orti e giardini nella pianura
tanto quieti e fiammanti
i piccoli fiori
dei piccoli
melograni

in sé guardando
già concentrati al frutto

a lungo ardono
irradiano
arancio
nelle intatte
giornate di giugno

– non c’è colore più vivo
dentro il verde

(Rilke)

 

 

n. 4, magnolie bianche

I grandi fiori bianchi di magnolia

– uccelli ad ali spiegate, immobili
su scale ascendenti
digradanti di rami e cupe
foglie profonde –

stanno segreti
spiranti

dentro alte piramidi di verde

nei giardini,
oltre i cancelli

 

 

Orfiche

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(Immagine: Ylenia Arcelli, “Rousseau”, 2016)

Marzo

Da dove è tornata ora questa luce

e dall’orlo celeste del visibile
gemmano bocci foglie ovunque premono

– membrana d’aria e luce che palpita si lacera
per tutta
l’alta cupola del cielo

guscio d’uovo
si crepa e schiude

genera rigenera

 

Il testo completo di Orfiche si trova in Quasi estate,
pubblicato da ExCogita in collaborazione con MasterBook
e presentato al Salone del Libro di Torino il 18 maggio 2017.
Vedi anche Fiori, serie prima e Questionario per Poesia aperta.